Movimenti

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Che a volte basta un soffio di vento,
Un appuntamento mancato
un frigo vuoto
E devi fatalmente andare.
Magari cominci piano, portato da un vento gentile
O a denti stretti, testa bassa e sguardo fiero come Fausto Coppi.
Oppure spinto a calci-amici con la paura che si mangia il respiro
Che mentre vai ti viene pure facile pensare che-cazzo-ci-facevo
Andare liscio e allegro, come un bacio su una panchina, al sole.
Cambiando sguardi e assetto
(Ma quanto é bella Bologna di giorno e di notte. Le luci, i grigi di velluto, il sole di aprile sulle chiacchiere degli studenti, le fontane adornate di turisti, i portici decorati, i portici affollati, i portici che riparano sfollati più o meno volontari, le chiese monumentali e chiuse, le chiese da preghiere della buonanotte, le chiese che ti commuovi, i giardini dello spaccio, i giardini con gli innamorati, i tassisti col berlingo che rattoppano date a caso ma ti portano a zonzo che pure se paghi ti perdi nel folklore, le riunioni dalle belle parole, le brioches del bar sulla piazza che paghi alla fine, le bancarelle dei libri usati, le strade sconnesse che ti fanno compagnia, i cortili a sorpresa, i treni su e giù quattro piani, le librerie da perdere il treno, le parole dai toni materni, le storie scritte sui muri a brandelli, la stazione con quelle storie esplose a brandelli, i gusti pieni e corposi da masticare e annettere al proprio palato)

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